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DUNE, FARI E SCOGLIERE DELLA PENISOLA DEL COTENTIN IN NORMANDIA

23/08/2021 18:06

Cristina e Mauro

EUROPA, FRANCIA, normandia, cotentin, penisola del cotentin, dipartimento della manica, barfleur, faro di barfleur, faro di gatteville, hague, jobourg, nez de jobourg, scogliere più alte d'europa, dune, dune di sabbia, dune di biville, dune di surville, havre de surville, dunes de biville, dune di gouville, Gouville sur mer, cabines de gouville, casette colorate, casette colorate gouville, mont saint michel, baia di Mont Saint michel,

DUNE, FARI E SCOGLIERE DELLA PENISOLA DEL COTENTIN IN NORMANDIA

Alla ricerca della natura selvaggia affacciata sulla Manica. Un on the road lungo le coste della penisola più settentrionale della Francia

C’è una piccola penisola che si allunga sulla Manica e che racchiude, in pochissimi km così tante bellezze differenti tra loro che vi basterà raggiungerla per darvi l’idea di essere stati in mille posti diversi. Ci ha ricordato piccoli angoli di Scozia e Inghilterra, ma anche di Danimarca e Svezia.

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Ci troviamo nella Penisola del Cotentin, sulle coste della Normandia e dopo borghi pittoreschi e siti storici abbiamo voglia di fare una profonda immersione nella natura più selvaggia e incontaminata, per quanto possa essere incontaminata la natura in questa piccola parte di mondo…

Barfleur: il Faro di Gatteville

 

Percorriamo la costa est fino a raggiungere il faro di Gatteville che riusciamo a scorgere già da molto lontano, stagliato contro quel solito cielo blu con le nuvolette bianche che ci ha accompagnati per tutto il nostro viaggio in Normandia. 

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Non abbiamo in previsione di visitarlo, magari la prossima volta, ma questo faro dell’800, il secondo in Europa per altezza coi suoi 75 metri, ha una particolarità che troviamo molto interessante.

365 scalini, 52 finestre e 12 pianerottoli. Vi dice qualcosa? 

I giorni dell’anno, le settimane e i mesi…originale, no?

[GPS: 49.69506, -1.2709]

Le falesie di Jobourg

 

Ci spostiamo sulla costa ovest, dove il paesaggio cambia radicalmente e ci troviamo immersi tra prati verdissimi e colline coperte di erica viola che si spingono fino in fondo alle scogliere, le più alte d’Europa.

 

Stradine strette strette, pecore al pascolo muretti in pietra, insomma, se non si guidasse sul lato “giusto” della strada, verrebbe da pensare di essere tornati in Scozia!

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Ci fermiamo in uno spot da sogno con vista sul mare e sugli scogli che appaiono e scompaiono a seconda della marea, modificando il paesaggio come se stessimo cambiando spiaggia a seconda delle ore.

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Se capitate da qui non perdete il tratto di Sentiero dei Doganieri tra Nez de Jobourg e Goury: panorami stratosferici, spiagge isolate e fari da intravedere in lontananza. Noi abbiamo dovuto rinunciarci a causa di un (meravigliosamente rilassante) temporale notturno che ha reso il sentiero un po’ troppo scivoloso.

[GPS: 49.69115, -1.93547]

La Costa Ovest: le dune di Biville e la spiaggia di Surville

 

Iniziamo a puntare verso sud, percorrendo tutta la costa ovest attraverso le sue strettissime stradine deserte che costeggiano le dune.

 

Abbiamo una certa passione per le dune. Sarà perché ci ricordano i posti che abbiamo amato, sarà per il fatto che fino all’ultimo non ti permettono di vedere il panorama e te lo svelano pian piano mentre fatichi per scalarle. Sarà perché c’è sempre vento, perché nascondono il mare che piace a noi, ma se passiamo accanto a delle dune, dobbiamo fermarci, scalarle e vedere cosa c’è dall’altra parte.

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Siamo arrivati alle Dunes de Biville attraverso una stradina che avrei percorso 100 volte avanti e indietro e fotografando ogni metro. Qui c’è poco da scalare, in effetti. Un comodo sentiero di sabbia collega il parcheggio alle spiaggia, ma l’atmosfera da dune rimane, tanto vento fresco, mare agitato e un ecosistema tutto particolare che la fa da padrona.

[GPS: 49.60938, -1.84137]

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Scendendo di una cinquantina di km si raggiunge poi l’estuario di Surville, accanto al quale si trovano delle piccole dune di sabbia. Un sito protetto dall’importante carattere ecologico in continua evoluzione dove ci siamo fermati per pranzo, tra fiorellini colorati e collinette di sabbia da cui scendere rotolando.

[GPS: 49.27696, -1.67304]

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Gouville-sur-Mer e le cabines colorate

 

Il percorso lungo le dune continua fino a questa piccola stazione balneare affacciata sulla Manica. 6 km di dune selvagge, una spiaggia infinita e un immenso allevamento di ostriche visitabile durante la bassa marea.

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Quando il mare si ritrae, si può anche fare una passeggiata verso il faro, ma attenzione a non farvi sorprendere perché qui le maree sono tra le più alte d’Europa e procedono verso riva molto velocemente. Se avete tempo, non perdete un’escursione a cavallo o in carrozza sulla spiaggia.

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Ma la caratteristica che ci ha fatto inserire Gouville nell’itinerario di viaggio è quel gruppo di casette bianche coi tetti colorati che avevamo visto millemila volte, ma solo nelle foto degli altri. 70 cabines che sembrano tutte uguali ma che in realtà sono tutte diverse, ognuna con una caratteristica particolare, un dettaglio, un decoro, una piccola insegna colorata. 

Sono di grande ispirazione per pittori, scrittori e fotografi che ne colgono l’essenza romantica e nostalgica, come anche per tanti sposi che scelgono questo scenario come cornice per il loro matrimonio. 

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La tradizione vuole che queste cabine si tramandino di generazione in generazione e che non sia possibile venderle. 

Non ci sono né acqua né elettricità all’interno e non è possibile utilizzarle per dormire, ma i fortunati proprietari le usano nel weekend per picnic romantici o momenti speciali con amici, sempre nell’ottica di quel vivere en plein air che ci piace tanto e di cui vi abbiamo raccontato in questo articolo.

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Se siete in zona, considerate di perderci un po’ di tempo, non è una località da visitare mordi e fuggi perché il sole e la marea regalano panorami diversi ad ogni ora e vale la pena di vederli tutti.

[GPS: 49.10112, -1.6087]

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La Baia di Mont Saint Michel

 

Terminiamo il nostro viaggio lungo le coste della Penisola del Cotentin salutando il Mont Saint Michel da lontano. Questa volta non entriamo nella rocca, sappiamo quanto in questo periodo possa essere affollato e preferiamo stare a distanza, godendoci il panorama in completa solitudine, col vento tra i capelli sui prati salati insieme alle pecore al pascolo.

[GPS: 48.631, -1.43631]

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