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ITINERARIO D’AUTUNNO NEL QUEYRAS, A CACCIA DI FOLIAGE

14/11/2022 12:06

Cristina e Mauro

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ITINERARIO D’AUTUNNO NEL QUEYRAS, A CACCIA DI FOLIAGE

3 giorni alla ricerca del foliage tra le strade panoramiche delle Alpi francesi nel Parco Naturale Regionale del Queyras

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Chi non ama perdersi tra le strade coperte di foglie arancioni, le montagne innevate sullo sfondo, il profumo di legna e i camini fumanti delle baite?

Questo itinerario è per tutti gli amanti dell’autunno e per chi ogni anno cerca il luogo perfetto dove ammirare il foliage.

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Ci troviamo nella regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra, nel dipartimento delle Alte Alpi, dove i padroni indiscussi sono i larici che in questo periodo si infiammano e scaldano le pendici delle montagne.

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Vi proponiamo un itinerario di 3 giorni da percorrere lentamente, col finestrino abbassato e in sottofondo una playlist autunnale da ascoltare in loop.

 

Escludendo i km che vi separano dal vostro punto di partenza e arrivo, questo percorso all’interno del Parco Naturale Regionale del Queyras si snoda per circa un centinaio di km attraverso passi alpini, borghi montani e valli panoramiche con distese di larici alternati a pini. Un itinerario completamente immerso nella natura, nel silenzio e nella pace di queste vette e valli del parco che risulta essere il meno abitato di Francia.

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In estate e inverno il Queyras è frequentato da una grande quantità di turisti alla ricerca di esperienze rilassanti, divertenti e coinvolgenti nella natura, ma in autunno troverete un parco poco affollato, quasi nulla a dire il vero, dove godervi i colori del foliage e l’aria fresca in quasi totale solitudine.

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Colle dell’Agnello, in camper a passo lento

 

Siamo a 2748m s.l.m. al confine tra Italia e Francia sul terzo valico automobilistico d’Europa dopo Colle dell’Iseran e il Passo dello Stelvio.

Questa striscia di asfalto serpeggia lungo la montagna in un meraviglioso scenario brullo senza vegetazione con il Monviso che svetta sullo sfondo.

La strada è generalmente aperta da giugno ad ottobre, ma ricordate di controllare eventuali chiusure sul sito ufficiale. Nel nostro caso, in questo anomalo autunno 2022, la situazione è cambiata drasticamente da un giorno all’altro, in senso letterale. Il sabato bastavano le maniche corte nonostante i 2700m di altitudine, il lunedì il passo era chiuso per neve.

 

Nessun problema per chi viaggia in camper. La strada è sufficientemente larga per permettere il passaggio dei mezzi ingombranti, ma vietata a quelli con lunghezza maggiore di 8m.

In estate probabilmente si incontrano molti camper lungo la strada, anche in senso opposto, quindi forse l’esperienza è meno rilassante, ma in autunno non troverete un grande traffico.

 

Salendo ci siamo fermati a bordo del Pic d’Asti, un piccolo laghetto lungo i tornanti in cui si riflettono il Pan d Zucchero e, appunto, la vetta del Pic D’Asti.

Arrivati sulla cima, prendetevi del tempo per godervi il panorama e magari avventuratevi lungo qualche sentiero.

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Scendendo verso valle, prendete poi la deviazione che trovate a [GPS: 44.72478, 6.86554] per imboccare la strada turistica.

È stretta, si, ma difficilmente incontrerete qualcuno e, in ogni caso, ci sono diversi slarghi dove lasciare il passo a chi viene in senso opposto.

 

Avremmo tanto voluto avere questa informazione prima di arrivare sul posto, per non rischiare di trovarci in difficoltà, quindi ve lo diciamo noi: questa stradina senza nemmeno il nome, che raggiunge il Camping de Chanterane e il Parc de l’Amoureux è transitabile anche con i camper. Ricordate che Globo è un semintegrale di 7m, non garantiamo per mezzi molto più grandi, ovviamente.

 

Questo tratto, davvero molto interessante e panoramico, coperto di aghi arancioni caduti dai larici, è la strada più breve per raggiungere Saint-Véran, ma è stata anche la nostra scelta per trascorrere la notte. Ve ne parleremo più approfonditamente alla fine del paragrafo su Saint-Véran.

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Saint-Véran, cosa vedere nel comune più alto d’Europa

 

Con i suoi 2042m s.l.m. è il comune più alto d’Europa.

Qui infatti, oltre ad un vero e proprio villaggio montano fatto di case, chalet e baite in legno e pietra, si trovano anche un museo, una chiesa, una scuola, un municipio, piccoli negozi e varie botteghe di artigianato, che ne conferiscono un’aria dal carattere rurale, profondamente legato alle tradizioni di un tempo.

 

Il paese è visitabile comodamente a piedi, dunque posteggiate l’auto o il camper nel parcheggio ⚲[GPS: 44.70529, 6.86031] e addentratevi lungo la via principale.

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Gli chalet a fusti sono la costruzione tipica del posto. Sono caratterizzati dal piano inferiore con spessi ed imponenti muri in pietra e dal fusto, cioè la parte superiore dell’abitazione, costituito invece da tronchi di larice accatastati con un particolare incastro negli angoli; qui veniva conservato il foraggio per nutrire gli animali durante i lunghi inverni.

La casa tradizionale, risalente al XVI secolo è costituita da ambienti piccoli, uno accanto all’altro e dotata di minuscole finestre per proteggersi dal freddo; era abitata da famiglie numerose e animali che dormivano, insieme, nella stalla. Solo nel XX secolo le abitudini si sono piano piano trasformate.

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Le grandi porzioni in legno delle costruzioni di Saint-Véran portavano ad un alto rischio di incendi, che aumentava a causa delle scorte di fieno al piano superiore, perciò dopo il devastante incendio del 1516, il villaggio fu ricostruito separando i quartieri con zone tagliafuoco in cui era vietato costruire. In più, nel 1874 il villaggio fu fornito di una pompa antincendio, tuttora visibile, e un gruppo di vigili del fuoco venne formato e addestrato.

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Lungo le vie del borgo vedrete diverse fontane, una per ogni quartiere. Si compongono di due elementi fondamentali; una parte tonda, il tino, in cui gli animali potevano abbeverarsi e una parte rettangolare, il batchas, usata come lavatoio.

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In paese troverete davvero tantissime meridiane. Il grande numero è dovuto al fatto che questa zona è eccezionalmente baciata dal sole per ben 300 giorni all’anno, pertanto quale posto migliore per segnare il tempo con le meridiane?

La caccia al tesoro, per noi, è stata proprio legata a queste meravigliose opere d’arte. Se ne contano 24, divertitevi a trovarle tutte.

Le più antiche risalgono al XIX secolo e sono state realizzate da Giovanni Francesco Zarbula, un pittore murale piemontese itinerante.

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Dove dormire in camper nel Parco del Queyras

 

Lungo la stradina senza nome di cui vi parlavamo prima, nei pressi del Parc de l’Amoureux, si trovano due spot molto interessanti tra i tornanti.

Protetti dalla foresta di larici, su un tappeto di aghi arancioni e coperti da una via lattea pazzesca, abbiamo dormito nel silenzio assoluto, a bordo di quelle che in inverno sono piste da sci molto frequentate.

Avete l’imbarazzo della scelta:

⚲[GPS: 44.71847, 6.85828] [GPS: 44.71789, 6.85745]

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Col de l’Izoard, in camper

 

Ci troviamo a 2360m s.l.m. in uno scenario che cambia radicalmente da un versante all’altro. Sul fronte meridionale un paesaggio lunare, fatto di roccia arida, senza vegetazione, con spuntoni, archi e grotte; sul lato settentrionale, verso Briançon, invece verdeggiante e sinuoso.

In assoluto il nostro passo preferito!

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Dalla cima del colle partono diversi sentieri interessanti, ma noi abbiamo deciso di scendere e percorrerne uno molto breve che parte dalla foresta di Brunissard e in pochi passi sale al Pra Premier.

Per raggiungerlo, posteggiate a ⚲[GPS: 44.80516, 6.70729] e continuate sulla strada in asfalto fino alla cascata.

Questo enorme prato era, originariamente, un lago glaciale circondato da ripide pareti di roccia. Oggi meta di escursionisti e appassionati di trekking e vie ferrate, comprende un piccolo laghetto artificiale in cui si specchiano larici e montagne e due vecchi chalet in legno un tempo utilizzati dai pastori, ora restaurati e affittabili per le vacanze.

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Un sentiero che avremmo voluto percorrere è quello verso gli chalet di Cleypeto, a cui abbiamo dovuto rinunciare per via del tramonto arrivato prima del previsto, ma l’esplorazione dei dintorni di Pra Premier si è rivelata comunque interessante e soddisfacente.

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In sosta libera sotto il Col de l'Izoard

 

Salendo verso il posteggio dell’escursione, abbiamo trovato diversi spot interessanti. Tutti in mezzo al bosco, facilmente accessibili e spesso con fire ring incorporato. Un paradiso, praticamente! 

La preferenza è caduta su quello più spazioso, con pini e larici distribuiti qua e là, lasciando però il giusto spazio per permetterci di vedere una meravigliosa via lattea sopra di noi ⚲[GPS: 44.80431, 6.70852].

 

Trovandoci a ridosso di un campeggio (che peraltro sembra essere molto bello, completamente immerso nel bosco), immaginiamo che nei momenti di apertura la sosta libera sia regolamentata, ma in questo periodo, col campeggio chiuso, non abbiamo trovato divieti o limitazioni.

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Rientrando verso l’Italia abbiamo percorso un tratto della Route des Grande Alpes, una delle strade più panoramiche della zona, a strapiombo sul canyon con le rocce che sovrastano l’asfalto.

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Come organizzare un viaggio autunnale nel Parco del Queyras

 

Racchiudiamo qui le domande che ci sono arrivate sulle Instagram Stories durante il viaggio, magari riusciamo a chiarirvi qualche dubbio prima di partire.

»Quali sono i passi alpini più belli da percorrere in camper?

In questo viaggio noi abbiamo scelto:

Colle dell’Agnello - estremamente panoramico, molto aperto. Facilmente percorribile anche dai camper, soprattutto nel periodo autunnale in cui il traffico è davvero limitato. Divieto per i mezzi più lunghi di 8m

Col de l’Izoard - surreale, unico, pazzesco. Il passo più bello mai visto. Due versanti molto diversi tra loro, quello nord verdeggiante e morbido, quello sud roccioso, ruvido, quasi lunare. Come il Colle dell’Agnello, facilmente percorribile anche dai camper, soprattutto nel periodo autunnale in cui il traffico è davvero limitato.

Colle del Monginevro - classico valico alpino di confine, percorribile anche da mezzi molto grandi, senza problemi.

 

Qualsiasi valico si scelga di percorrere, bisogna ricordarsi che la situazione meteo può condizionarne l’apertura, quindi prima di partire controllate SEMPRE gli aggiornamenti sui siti ufficiali.

Alcuni passi rimangono aperti tutto l’anno, a parte durante forti tempeste di neve, altri invece vengono chiusi alla prima neve, altri ancora automaticamente da novembre a maggio. Controllate e scegliete in base al periodo di viaggio!

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»Come trovare posti super dove dormire in camper?

L’App Park4night si rivela sempre una grande alleata, ma per noi la sosta libera è qualcosa in più di un semplice posto comodo, bello e sicuro in cui dormire, quindi la scelta viene fatta con molta attenzione attraverso diversi canali. Dormire nello spot giusto ci regala sempre grandi emozioni!

Di sosta libera in camper abbiamo parlato in questo articolo scritto diverso tempo fa, sempre molto attuale!

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»In autunno fa freddo nel Parco del Queyras?

Ni. Se ci limitiamo a pensare alla nostra esperienza, la risposta è no. Non siamo mai scesi sotto i 4°-5°C nemmeno di notte.

In questo viaggio non solo non abbiamo avuto freddo, ma in certi casi abbiamo sentito caldo nonostante fosse fine ottobre e ci trovassimo a 2000m di altitudine.

Considerate però che anche in altre zone d’Europa, la temperatura dell’autunno 2022 non è stata in linea con gli anni precedenti.

Tenete conto del fatto che questo itinerario si sviluppa ad altitudini elevate, quindi le nevicate, le piogge intense e le temperature pungenti non devono sorprenderci.

Se viaggiate in camper, stufa, acqua calda, tisane, cioccolata calda, coperte di pile e vestiti pesanti saranno i vostri compagni di viaggio perfetti. Ah, non dimentichiamoci del falò, che scalda non solo le mani e i piedi, ma anche i sogni e i pensieri!

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»Aree sosta e campeggi sono ancora aperti in autunno?

Sapete che non siamo abituati ad affidarci alle strutture per la sosta, ma lungo la strada ci è capitato di incontrare alcuni campeggi, già tutti chiusi da tempo. Da quel che abbiamo capito, la maggior parte apre solo da maggio/giugno a settembre.

Per quanto riguarda le aree soste, sono tendenzialmente aperte tutto l’anno. Quello che abbiamo notato è che ad altitudini elevate il carico dell’acqua era quasi sempre difficile se non impossibile. I rubinetti e le fontanelle erano già tutti chiusi a causa delle eventuali gelate. Nessun problema invece per lo scarico.

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»Il Parco Naturale Regionale del Queyras è affollato in autunno?

No, assolutamente. In questa stagione noi abbiamo incontrato davvero pochissima gente e pochissimi camper.

Crediamo sia una zona molto frequentata durante l’estate e l’inverno, ma meno durante il resto dell’anno. Motivo in più per godere della pace e dei colori autunnali.

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Terminiamo questo articolo lasciandovi il video completo. Buona visione!

Se siete alla ricerca dei colori del foliage e di un'esperienza incredibile nella natura in Italia, vi consigliamo di programmare un weekend nel Parco delle Foreste Casentinesi. Qui trovate il nostro articolo in cui vi raccontiamo di quando abbiamo sentito il bramito dei cervi in amore. Un'emozione unica! 


Anche voi amate il foliage?
Qual è il posto in cui avete visto i colori più brillanti

e vissuto l'esperienza autunnale più intensa?

 

Scrivetecelo nei commenti!


 

Grazie per aver visitato il nostro Blog!
Speriamo che i nostri consigli vi possano essere utili se state programmando un viaggio in queste zone e se vi servono altre informazioni non esitate a contattarci via mail all'indirizzo hello@theredsontheroad.com oppure attraverso il box che trovate qui sotto.

 

A presto, con altri racconti.

Cris, Mau, Ali e Samu

 
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