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IL GIARDINO DI MONET A GIVERNY, UN MUSEO DIVERSO DAL SOLITO

09/08/2021 21:37

Cristina e Mauro

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IL GIARDINO DI MONET A GIVERNY, UN MUSEO DIVERSO DAL SOLITO

Il luogo dei sogni per chi ama l'arte, i giardini, i colori, i fiori e le cose belle. Una giornata a Giverny da vivere attraverso gli occhi di Claude Monet.

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Sognavo di camminare tra i colori, di respirare pace e venire travolta da mille profumi. 

Sognavo di trovarmi nel luogo esatto in cui lui prendeva l’ispirazione, percepire le sfumature delicate, i riflessi e i giochi di luce sull’acqua.

Sognavo che i bambini aprissero la loro prima finestra sull’impressionismo in questo giardino così speciale.

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Passeggiare nel giardino ed entrare nella casa di Claude Monet è stato molto di più.

Non è stato solo un tuffo nella tavolozza di un pittore famoso, è stato come ritrovare, nella quotidianità, tutti quei dettagli che finora avevo solo visto nelle sue opere. 

È stato come portare i bambini a conoscere un vecchio amico.

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Tutto è ancora lì come un secolo fa. I laghetti con le ninfee, la foresta di bambù, i rampicanti sulle pareti rosa. 

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Per gli appassionati di arte, di giardini, di colori, di fiori e di cose belle, questo posto è assolutamente da non perdere.

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Monet acquistò la proprietà nel 1883, rapito dalla bellezza di quel paesino alla confluenza della Senna e dell’Epte e ci abitò con la sua famiglia per 43 anni, fino alla morte che avvenne nel 1926.

Inizialmente si trattava di una casa con fienile sperduta tra le campagne normanne, intorno alla quale sorgeva solo un piccolo orto con qualche albero da frutto.

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In fondo Monet cercava solo una casa nei campi per dipingere all’aperto e per farsi ispirare dalla natura.

Il suo lavoro per trasformarlo in quello che tutti possiamo vedere ora, ha permesso ai suoi sogni di realizzarsi e di renderlo, a distanza di quasi un secolo dalla sua morte, meta di viaggio per turisti da tutto il mondo.

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Quello che colpisce maggiormente, oltre all’attenzione per ogni dettaglio, che già lui stesso curava in modo impeccabile quando era in vita, è l’atmosfera accogliente che si respira ancora oggi a distanza di tanti anni. 

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Non sembrano sale di un museo, sembra di poter ancora incontrare quell’uomo barbuto in una stanza o nell’altra.

 

Sembra di sentire ancora le risate dei bimbi che giocano, le voci di una famiglia numerosa a tavola, sembra di poterlo vedere mentre prende ispirazione incantato davanti alla finestra, quasi come se una parte di lui continuasse a vivere in quel luogo pieno di meraviglia.

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Quando visitare la casa e i giardini di Monet

 

Noi ci siamo stati in estate, in un tripudio di colori accesi e luminosi, ma ci è stato detto che il giardino è stato studiato in modo tale da bilanciare la fioritura delle diverse specie per poterlo vedere nel pieno del suo splendore durante tutti i mesi dell’anno e risultando quasi irriconoscibile col cambiare delle stagioni.

 

È come se il giardino vivesse una sorta di metamorfosi legata al ciclo naturale della natura.

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Sapete quanto cerchiamo di evitare le grandi folle di turisti, da sempre, da ben prima del Covid. In questo caso, essendo un luogo estremamente apprezzato e visitato, abbiamo scelto di raggiungerlo in un’anonima giornata infrasettimanale.

Dobbiamo dire che, sarà per il momento storico che stiamo vivendo, per le restrizioni entrate in vigore da fine luglio in Francia e per il fatto che il museo prevedeva ingressi contingentati, ma la nostra visita è avvenuta in quasi totale solitudine. Abbiamo incontrato qualche altro visitatore nel giardino d’acqua, ma poi quasi nessun altro lungo il Clos Normand e all’interno della casa.

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Come si svolge la visita

 

La visita si sviluppa in 3 grandi spazi: 

- il giardino d’acqua, con laghetti, ponticelli verdi e ninfee che conosciamo bene

- il Clos Normand, cioè il giardino davanti all’ingresso della sua casa

- la casa, le stanze teatro della sua vita insieme alla seconda moglie Alice e ai loro 8 figli.

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Si inizia col Giardino d’Acqua

Si percorre il fresco tunnel sotto la strada, si passeggia nella foresta di bambù, si costeggia il ruscello e si attraversano i ponticelli verdi di ispirazione giapponese fino ad arrivare ad ammirare le ninfee. 

Siamo abituati ad associare Monet alle ninfee, ma nel suo giardino ogni singola specie contribuisce a renderlo magico.

Tutto è studiato in modo quasi maniacale. Anche le canne di bambù non sono capitate lì per caso, ma per creare zone d’ombra e particolari effetti di luce riflessa nell’acqua.

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Si prosegue poi avvicinandosi alla casa, in quello che viene chiamato Clos Normand, attraversando nuovamente il tunnel che passa sotto la strada.

Troverete una serie di aiuole fiorite dai mille colori alternate a viali con rampicanti che salgono aggrappati alle strutture metalliche, finché non riuscirete ad intravedere le pareti rosa con le persiane verdi della casa.

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Si entra infine nella casa di Monet seguendo un percorso obbligato, prima a piano terra nel lato sinistro della casa, poi al primo piano e poi di nuovo al piano terra, questa volta nel lato destro.

 

La stanza che ci ha colpito maggiormente, oltre alla sala da pranzo completamente inondata di giallo e alla cucina rivestita di ceramiche blu di Rouen, è il salone. Quello che vediamo ore è esattamente il salone che Monet viveva quando era in vita: una stanza in cui accoglieva i suoi amici dove raccontava e commentava le sue opere, appese alle pareti in una sorta di sala per la mostra dei suoi capolavori.

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Come organizzare la visita

 

Dal 21 luglio 2021, in seguito alle nuove disposizioni, all’ingresso è obbligatorio presentare il Green Pass (Pass Sanitaire) e durante la visita è richiesto l’uso della mascherina. Noi ci siamo permessi di toglierle giusto per il tempo di qualche foto e solo nei punti in cui eravamo completamente soli. 

La prenotazione è altamente consigliata. Potete scegliere data ed orario tramite la biglietteria online che trovate sul sito della fondazione

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Vi consigliamo di dedicare alla visita più dell'ora e mezza che abbiamo avuto a disposizione noi. 

Avevamo scelto di arrivare alle 16:30 per evitare la luce troppo forte delle ore più calde, per goderci l'atmosfera della giornata che va verso il tramonto, per avere una luce migliore per le foto.

Ma il museo chiude alle 18 e un'ora e mezza, per noi, è stata veramente troppo poco, nonostante questa fosse la durata della visita che veniva consigliata da diversi siti che abbiamo consultato.

Peccato, perchè saremmo rimasti ad incantarci ancora ore ed ore. 

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Come raggiungere la casa di Monet

 

Giverny si trova in Normandia, a circa un’ora di viaggio da Parigi, con collegamenti quotidiani per poterla visitare comodamente se vi trovate nella capitale.

 

Noi siamo stati a Giverny durante il nostro Tour de France 2021, un on the road in camper che ha toccato diverse regioni francesi, quindi, bypassata Parigi che non faceva parte di questo viaggio, abbiamo raggiunto la riva destra della Senna attraverso le verdissime campagne di quell’angolo di Normandia.

 

Non avrete difficoltà a trovare posteggio in uno dei grandi spazi dedicati ai vari mezzi. Auto, moto, biciclette e camper vengono accolti in diverse aree a pochi passi dall’ingresso del museo.

 

Per quanto riguarda i viaggiatori in camper come noi, vi segnaliamo che, benché il cartello indichi l’apertura del parcheggio solo in orario diurno, chiedendo ad altri camperisti che la sera non sembravano intenzionati ad andarsene, abbiamo scoperto che in realtà il parcheggio è fruibile gratuitamente anche la notte, ma la sbarra verrà abbassata e si rialzerà solo la mattina dopo, quindi bisognerà già essere entrati prima della chiusura.

 

Abbiamo così trascorso una tranquillissima notte di luna quasi piena in quell’atmosfera magica, per continuare a sognare anche a visita finita.

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Cosa vedere nei dintorni

 

Se siete approdati in questo angolo di mondo spinti dalla passione per Claude Monet, non limitatevi a visitare il museo, c’è molto altro da vedere a Giverny.

 

Nella zona adiacente ai parcheggi, si trova la prateria in cui Monet si ispirò per dipingere “i pioppi”. Lì potete trovare un busto del pittore, inaugurato nel 2007.

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Addentratevi poi lungo la via del villaggio e fate attenzione ai tanti dettagli che vi faranno pensare a Monet.

Troverete inoltre il Museo dell’Impressionismo, che noi purtroppo non abbiamo visitato per mancanza di tempo e l’Hôtel Baudy, in cui in passato diversi artisti tra cui Rodin e Cézanne sono stati ospiti, in cerca di ispirazione.

Ora è un caffè ristorante, famoso per il suo roseto e per quel fascino d’altri tempi che non sembra scomparire.

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Proseguendo verso la fine del paese c’è poi la chiesa di Sainte-Radegonde de Giverny, dietro la quale si trova il piccolo cimitero in cui Monet è sepolto insieme a tutta la sua famiglia. 

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Per chi viaggia con bambini

 

La visita è talmente piacevole e interessante da essere adatta a tutte le età.

Chi sarà più interessato agli interni della casa, alla ricerca di piccoli dettagli significativi, chi cercherà di trovare più api e farfalle possibile, chi sarà interessato a cercare un fiore per ogni colore dell’arcobaleno, insomma…ce n’è per tutti i gusti e di sicuro i piccoli di casa non avranno tempo di annoiarsi.

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Ci permettiamo di consigliare un libro che noi abbiamo acquistato nello shop all’interno del museo.

Una biografia in inglese che i bambini possono leggere in autonomia o con l’aiuto dei genitori, per conoscere qualcosa di più sulla vita di Monet incantandosi davanti alle meravigliose illustrazioni di Caroline Bonne Müller.

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